Alienazione personale da Social Network… è la fine o un inizio?

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Alienazione personale da Social Network… è la fine o un inizio?

social network alienazione

Quando in famiglia ci si ritrova a tavola si parla sempre di un sacco di cose.

Nella mia famiglia di tantissime. Forse perché siamo tantissimi noi. Forse perché nella vita facciamo tutti cose diverse. Forse perché abbiamo tutti teste diverse.

Comunque qualche giorno fa si è aperta una discussione sul tema dell’immagine di sé rispetto ai social network.

Ok lo so, non è un argomento da pasti, ma come dicevo.. si parla di tantissime cose.

La sorella più grande, la più esperta in social network, social media eccetera eccetera, è sempre la più aggiornata sull’argomento. Quel giorno ha riportato alcune considerazioni sul fatto che oggi le persone spesso vivono in funzione di ciò che appare di loro nei social network.

Cioè vivono le situazioni della vita immaginando, nel momento stesso in cui vengono vissute, la frase più ironica o profonda da scrivere in facebook, la foto migliore per instagram o l’hashtag più efficacie in twitter.

Tutto questo ha lo scopo di apparire migliori, o simpatici, o acquisire consensi o clienti, o soddisfare bisogni di attenzione o riconoscimento, o per sentirsi meglio e parte di un gruppo. Insomma qualsiasi sia il motivo più o meno cosciente questo è ciò che accade oggi.

29207_1486090240049_2856100_nStiamo cucinando e facciamo la foto al piatto. Stiamo ridendo con gli amici e riportiamo le battute sui social. Andiamo a comperare un abito nuovo e ci immaginiamo come appariremo sulla nostra bacheca. Ci preoccupiamo in ogni momento di far sapere nei social ciò che stiamo vivendo, con chi e che fighi che siamo.

In altri termini tendiamo a identificare l’immagine di noi con quella che appare nei social network in una sorta di progressiva alienazione che ci porta davvero a credere di essere quella roba lì.

Perdiamo completamente contatto con il nostro sentire, con la nostra essenza alla ricerca costante dell’immagine migliore, del commento più intelligente e della parvenza più moderna.

Il processo è entrato così profondamente nelle nostre abitudini e nei nostri meccanismi di pensiero che molto spesso nemmeno ce ne accorgiamo. E agiamo in automatico.

Sembra tutto così abominevole! Non trovate?

Sembrerebbe un sintomo di profonda INVOLUZIONE dell’essere umano, che lentamente sta rallentando la propria crescita verso un’omologazione sempre più globale. Ovvero la fine dell’identità e della diversità talentuosa a favore di un “tutti belli, tutti simpatici e in fin fine tutti uguali!

Sembrerebbe proprio così.

Ma il condizionale è d’obbligo.

Perché dove esiste uno spiraglio, una sottile crepa, la luce riesce a passare,

e in questo caso si fa strada una visuale più alta, una visuale viola.

E’ vero infatti che tutto questo sembrerebbe creato ad hoc per renderci tutti più imbecilli e manipolabili; ma è vero anche che, come talvolta accade, dietro una parvenza di malvagità o di peggioramento, si nasconde una grossa opportunità. E io la vedo.

sognare-di-cadere-significato-e-interpretazione-659x297Spesso in virtù di un rapido e violento precipitare verso il basso della situazione si verifica un miglioramento di maggiore portata.

In fisioterapia ciò si realizza quando forzi la struttura fisica verso una barriera articolare, una rigidità di qualche genere o una perdita di funzione, per stimolare una rapida reazione migliorativa da parte dell’organismo. Che in qualche modo, salvaguardandosi, tende ad autoripararsi e autoguarirsi. Non è sempre piacevole come manovra, ma spesso efficacie.

Un esempio più semplice è quando riceviamo uno schiaffo che ci permette di svegliarci, mentre con le carezze avremmo continuato a sonnecchiare in eterno.

Ecco io penso che oggi “l’alienazione da social” sia il corrispondente della manovra forzata in fisioterapia e dello schiaffo per colui che persevera nel dormire.

E’ il peggioramento che permette a molti di noi di comprendere che restare lontani e separati da sé stessi non è la direzione giusta. Che l’immagine esterna non conta niente se non percepiamo la nostra solidità e concretezza interiore.

Se la portata di questo fenomeno fosse più lieve sarebbe probabilmente ancora più difficile rendersi conto di essere lontani da sè stessi, di essere proiettati all’esterno e non all’interno.

Di essere connessi a una rete ma sconnessi dal proprio sé.

Ed è questa la cosa incredibile: sembra tutto così orribile, e invece lo strumento è potente e prezioso perché ti permette di ricordarti in ogni momento che tu non sei dentro quella f di facebook, quella In di Linkedin o quell’uccellino di twitter (poi ce ne sono altri eh, io parlo per quelli che conosco).

Ti permette di ricordarti di te e ogni tanto destarti dal sonno e chiederti: IO SONO TUTTO LI’?

Ecco, la buona notizia è NO, NON SEI TUTTO LI’, non sei solo social, sei molto molto di più.

Inizia a riscoprirti in quegli intervalli di alienazione in cui ti ricordi di avere cuore, mente, spirito, corpo unici, inimitabili e non omologabili, che nessuno al mondo, in nessun social potrà mai conoscere a fondo.

Fai questo esercizio di osservazione:

nota semplicemente tutte quelle volte in cui, mentre vivi qualcosa nella tua vita, una parte di te si sta orientando verso una pubblicazione su un social. Ovvero, nota tutte le volte che interrompi il momento per fotografare e pubblicare in Facebook. Osserva mentre si materializza nella tua mente la frase più bella da scrivere su Twitter. Rimani in osservazione di te mentre ti guardi allo specchio con il vestito nuovo e cerchi l’angolazione migliore per apparire più bella su Instagram.

E poi… poi fai come ti pare! Pubblica, tagga, spamma, vedi tu. Non è quello il punto.

Il punto è: TU CI SEI?

C’è qualcuno in quel momento dentro di te? O stai dormendo e chi ti guida è la tua immagina social?

Questa è la vera domanda.

Tu cosa ne pensi?

Se ti va fammelo sapere….tramite i social, naturalmente!

Lucia

Lucia Primo
Lucia Primo
Sono una fisioterapista per il corpo e l'anima. Ti accompagno alla consapevolezza del tuo corpo attraverso l'ascolto la meditazione e il meraviglioso mondo del colore.

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