La schiena ti parla- Cosa dice la lombalgia

La schiena ti parla- Cosa dice la dorsalgia
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La schiena ti parla- Cosa dice la lombalgia

Ed eccoci al tanto atteso terzo episodio della serie “La schiena ti parla” 

Tanto atteso perché quello della lombalgia è un problema davvero molto sentito e molto attuale, in quanto chi di noi può dire di non aver mai sofferto almeno una volta nella vita di dolore alla zona lombare?

Giusto per dare qualche numero la lombalgia è la principale causa di disabilità a lungo termine nel mondo e il 60-80% delle persone ne soffre almeno un volta nella vita, mentre per il 10-15% delle persone diventa un problema cronico.

La lombalgia è quel dolore che prende il tratto della bassa schiena e coinvolgendo, talvolta, la zona dei glutei o, se interessato anche il nervo sciatico, le gambe.

Esaminiamo il problema dai 3 punti di vista che abbiamo preso in considerazione già per la cervicalgia e per la dorsalgia.

PUNTO DI VITA FISICO- STRUTTURALE

La zona lombare è costituita da un complesso di 5 vertebre, l’ultima delle quali è direttamente collegata all’osso sacro. Sono piuttosto flessibili tra loro e sono disposte in modo da formare una curva con la concavità posteriore, la lordosi lombare.

I motivi meccanici- fisici per cui la zona lombare diventa dolente (in assenza di lesioni verificate dagli esami strumentali) sono principalmente due:

  • una rigidità della muscolatura paravertebrale e dei muscoli che collegano le vertebre lombari al bacino
  • una debolezza degli stessi muscoli e dei muscoli addominali

Questi due fattori insieme contribuiscono a ridurre la capacità di controllare e gestire questa zona del corpo, che diventa difficile da controllare e sciogliere, diventando un blocco unico facile da traumatizzare o infiammare anche con semplici movimenti.

Quante volte infatti ci troviamo con la schiena bloccata quando ci sembra di non aver fatto nulla di particolarmente oneroso?

Il motivo è nelle cause sopracitate che rendono il terreno fertile allo sviluppo del problema. Ma la domanda che sta a monte è: perché tendiamo ad irrigidire tutta quella zona che va dai lombi, al bacino, ai gluitei, passando per addome e basso ventre?

LA LOMBALGIA DAL PUNTO DI VITA SOMATO-EMOTIVO

La soggettività di movimento presente in ognuno di noi non è soltanto una questione di allenamento fisico. Ognuno di noi muove il proprio corpo in relazione a ciò che ha da esprimere con esso. È impossibile scindere il vasto mondo di sensazioni, emozioni, pensieri e intenzioni che animano il nostro essere dal modo in cui il corpo comunica con il mondo esterno.

Così le abitudini emotive si spostano su un piano fisico, rendendo gli schemi interiori delle modalità che si ripetono nella nostra abitudine motoria durante tutta la nostra vita, rendendo rigide quelle strutture che parlano delle nostre rigidità interiori.

Se guardiamo alla nostra storia personale tutti siamo stati affetti da disturbi fisici che ci hanno tenuto compagnia per mesi, magari anni e poi quasi da soli se ne sono andati. Magia? No, è trasformazione di sé, dei programmi interiori personali e dei conflitti che la vita con le sue prove ci aiuta a superare permettendoci di lasciar andare blocchi, costrizioni e limiti interni ed esterni.

Quindi è il momento di vedere qualche spunto proveniente dalla zona lombare:

  1. SENSO DEL DOVERE E PERFEZIONISMO

“devo tornare a casa per…”, “non posso, devo lavorare”, “devo essere così, devo essere colà”. Ognuno di questi imperativi autoimposti limita di fatto la possibilità di rimanere fluidi e rilassati nel tempo presente, concedendosi il diritto di dedicare del tempo per se stessi e per il proprio benessere, soprattutto per quanto riguarda lo svago e il divertimento. Essere perfetti, sempre presenti e sacrificati ai doveri quotidiani costringe e comprime la zona del piacere, situata proprio a questo livello del corpo. Allora perché non provare a disobbedire a se stessi per una volta? La prossima volta che ti sorprenderai a dire di no ad una uscita perché devi fare qualcosa di estremamente importante (parlo di attività vitali come lavare la macchina o fare una lavatrice!!) prenditi il diritto di dire di sì. E goditi il tuo momento di svago.

  1. OPPORRE RESISTENZA ALLE SITUAZIONI

Senza rendercene conto spesso opponiamo forte resistenza al fluire del nostro presente. La mente, che è fortemente influenzata dal mondo delle emozioni, tende a voler sempre controllare qualsiasi cosa accada a noi e introno a noi. La cosa buffa è che cerca anche di convicerci che può farcela davvero, opponendosi alla realtà con una tenacia e una forza encomiabili. Lasciamo perdere il controllo ogni tanto. La maggior parte degli eventi della nostra vita accadono con o senza il nostro volere, che ci piacciano o no, così invece di spendere energie (e salute!) nel dire continuamente “No! Questa cosa non la voglio”, è più utile usare un atteggiamento di accettazione e apertura, in cui rinunciare al bisogno di capire porta ad osservare dove invece la vita ci sta piacevolmente guidando.

  1. PAURA DEL CAMBIAMENTO

Questo punto è evidentemente associato al primo. Non cambiare è impossibile, è un dato di fatto. Un corpo fermo è un corpo morto. Quindi così come il corpo ha necessità esistenziale di vivere e modificarsi, ne ha anche la totalità di noi stessi, vista in ciò che scegliamo per quanto riguarda la casa, il lavoro, gli amici, la famiglia.

  1. SENSO DI COLPA E DI VERGOGNA

E’ solitamente legato legato all’ambito relazionale e sessuale, ma si spalma poi in ogni aspetto della nostra vita. I tabù, le costrizioni, le regole implicite della collettività in cui viviamo, in particolare la religiosità cattolica in cui siamo cresciuti (a prescindere dal tuo credo, la vibrazione che ti ha condizionato se sei nato e cresciuto in Italia è la medesima) determinano grossi blocchi nell’espressione libera del piacere, nella disponibilità a mostrarsi integralmente come si è, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista emozionale. Ognuno di noi nel proprio percorso di maturazione sessuale e relazionale si deve confrontare con giudizi di genitori, insegnanti, educatori che vivono come vocine di monito dentro la nostra testa. Queste si fanno sentire proprio in quei momenti in cui avvertiamo i desideri naturali dell’energia sessuale, così contemporaneamente ci sentiamo in colpa come se stessimo compiendo qualcosa di inaccettabile o, nei casi peggiori, sporco. Fermati e chiediti se nell’intimità sia con te stessa/o sia con il partner vivi tutt’ora la sensazione che esista un limite al consentito e permettiti di esplorare quel limite senza paura.

  1. NESSUN PIACERE, NESSUNO SVAGO

Sembra voglia ripetermi, ma ritengo importante sottolineare questo aspetto. Sia il forte senso del dovere che i sensi di colpa si traducono nella credenza che lo svago, il divertimento, il concedersi spazio per sé stessi sia una perdita di tempo e di soldi. Attenzione che non sto parlando dei ritagli di tempo che trascorriamo al bar con l’aperitivo in mano, nell’inutile tentativo di distrarci da tutto ciò che ci da insoddisfazione nella nostra vita. Sto parlando di prendersi consapevolmente un giorno o anche un solo pomeriggio per scegliere una cosa che amiamo fare e andare a farla. Se adori nuotare, camminare, andare a mostre, farti fare un massaggio prenditi il tempo per organizzarti e farlo. E poi goditi quel tempo senza sensi di colpa e osserva quelle vocine che ti passano in testa dicendo “dovresti essere a casa a sistemare carte, lavatrici o a riordinare il magazzino”. Guardala questa voce e sorridendo, con Amore, dille “non so se dovrei, quello che so è che sto bene qui e mi godo questo tempo per me”. In questo modo sperimenterai sulla tua pelle quanto giovamento da a tutta la tua vita nutrire te stesso/a.

Ho scritto un approfondimento nella mia guida Lombalgia-Liberati e Liberatene. La trovi qui.

LA ZONA LOMBARE VISTO DAL PUNTO DI VISTA VIBRAZIONALE

Dal punto di vista energetico- vibrazionale la zona lombare appartiene alla dimensione del secondo chakra, correlato alla frequenza dell’arancione. L’arancione ha molti messaggi per noi. E te li voglio elencare qui.

  • Invita a lasciar andare, così come il tramonto porta alla fine di un giorno per lasciare spazio a quello nuovo, così l’arancione ci suggerisce di pulirci internamente e profondamente di ciò che fa parte del passato: storie concluse, vecchi rancori, sensi di colpa. Sono energie che ci tengono legati al passato e ci impediscono di fluire armoniosi verso il cambiamento e il nuovo che ci attende. Fai come la natura in autunno: elimina i rami secchi!
  • Invita a godere del momento e dell’abbondanza. La natura è abbondante di frutta e di verdure arancioni e generalmente sono prodotti molto nutrienti, succosi e gustosi, proprio come vuole essere l’energia di cui abbiamo parlato.
  • È il colore dell’energia sessuale in senso lato, ovvero quella forza profonda e viva che spinge l’essere umano ad esprimersi come creatore. Pertanto ti invita a dedicarti alla creazione di qualcosa nella tua vita e solitamente il più elevato fine a cui aspirare è la creazione della versione migliore di te stessi.

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“Piaceri: il primo sguardo dalla finestra al mattino, il vecchio libro ritrovato, volti entusiasti, neve, il mutare delle stagioni, il giornale, la dialettica, fare la doccia, nuotare, musica antica, capire, musica moderna, scrivere, viaggiare, cantare, essere gentili.”
(Bertolt Brecht)

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