Lucia Primo

Come sono passata dalla fisioterapia all’utilizzo del colore e dei chakra nei miei trattamenti e nel mio lavoro?

Sono sempre stata una sportiva, ho praticato nuoto agonistico fino all’età di 17 anni, poi mi sono dedicata la calcio, militando in serie B fino ai 27 anni.

Parallelamente ho sempre coltivato il podismo, perché muovermi all’aperto mi da, tutt’oggi, sensazioni molto positive.

Il corpo è da sempre allo stesso tempo il mio impegno quotidiano e la mia valvola di sfogo.

La mia scusa per sfuggire alla vita e il mio campo di esperienze.

Dedicare la mia vita professionale al corpo, laurearmi in fisioterapia e iniziare a praticare in ospedale, è stata una conseguenza quasi naturale.

Ma mai avrei pensato che per diventare una fisioterapista migliore il mio sguardo si sarebbe dovuto spostare dal corpo dei pazienti alla loro Anima.

L’esperienza in ospedale

Lavorare in ospedale riabilitativo era quasi un sogno per me. Quel camice bianco, quell’armadietto tutto mio, il cartellino con i pazienti affidati a me, le riunioni in equipe con i dottori.

Mi sentivo un po’ come in E.R. Medici in Prima Linea (se sei troppo giovane non sai di cosa parlo, ma immagina il telefim genitore di “Grey’s Anatomy”).

Vedere i pazienti tutti i giorni per un periodo anche relativamente lungo (dalle 3 settimane fino ai 2 mesi) ti porta inevitabilmente a creare una relazione. E ad entrare in contatto profondo con la loro storia di dolore.

Non con il loro dolore quantificabile in un numero soggettivo.
Ma con la loro STORIA di dolore, storia che ha a che fare con vissuti personali, familiari e relazionali. Con le paure relative al proprio stato di salute, al proprio destino. Con il timore di non essere più efficienti come prima, di venire meno alle responsabilità, di non poterci più essere per chi conta su di te.

Un mondo. Un mondo nel quale ho iniziato a specchiarmi, perché anche io, come loro e come te, mi porto addosso i miei vissuti, le mie insicurezze e i miei perché senza risposta.

E nel corpo tutto questo lascia dei segni.

Mi è scattato qualcosa dentro.

Ho iniziato a farmi domande sulla relazione tra le emozioni e il corpo ma anche sull’effetto che ogni mia parola, sguardo o risposta potesse avere su quella persona che si affidava me.

Ho iniziato ad approfondire e studiare questi temi e in questa fase ho appreso informazioni che hanno cambiato completamente il mio modo di vedere la vita.

La mia grande scoperta

Sono pronta a rivelarti l’informazione che ha cambiato il mio modo di osservare me stessa, i miei pazienti e tutta la mia vita.

Possiamo racchiuderla in questa frase del grande scienziato Albert Einstein.

“Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste.
“Sintonizzati” alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà”

Le frequenze sono il segreto.

Ho capito molte cose approfondendo come funzionano le frequenze.
Ho capito che tutto in questo universo vibra: le parole, i pensieri, le emozioni, i colori, i suoni, persino la materia è energia che vibra a specifiche frequenze.

Ho scoperto che quando queste frequenze entrano in contatto tra loro possono risuonare o interferire. E quando interferiscono possono farlo potenziandosi o indebolendosi.

E siccome noi stessi siamo materia che vibra, nella nostra vita possiamo incontrare elementi che ci potenziano ed altri che ci indeboliscono.

Questi elementi sono molto più alla nostra portata di quanto possiamo immaginare: sono appunto i nostri pensieri, i nostri stati d’animo, i suoni, i profumi, i COLORI…

Ma anche le persone che incontriamo interferiscono con le nostre frequenze, perché vibriamo tutti in modo differente a seconda di quali sono le nostre credenze, i nostri meccanismi mentali, i pensieri ricorrenti, i conflitti interni e i giudizi che ci portiamo dentro.
Non è affascinante? Per me lo è stato dal primo momento soprattutto perché iniziavo ad applicare questa consapevolezza su di me e sui miei pazienti!

Non sapevo, all’epoca, che apprendere tutto questo voleva anche dire assumersi la piena responsabilità di sé stessi.
E mai avrei immaginato che questo grande dono di conoscenza era venuto da me per aiutarmi ad affrontare il periodo più difficile della mia vita.

 

Il mio capitombolo

Fin qui tutto bene.

Immaginami lì, nel mio camice, apparentemente felice e soddisfatta, con una scoperta incredibile tra le mani… ma con la sensazione che qualcosa non quadrasse.

Nel momento in cui hai la sensazione che manchi un pezzo di qualcosa dentro di te, ma non sai né cosa sia né tantomeno come trovarlo, in qualche modo invii un segnale all’universo.

La vibrazione di quell’interrogativo che inizia a crearsi dentro di te raggiunge le sfere alte e così viene inviato lui: l’angelo distruttore!!
Ovviamente scherzo… ma nemmeno troppo.

Quando hai bisogno di fare un salto evolutivo la vita ti presenta il programma di allenamento, che solitamente è duro, durissimo, doloroso e che vorresti in tutti i modi evitare. Ma non puoi.

Il mio allenamento è arrivato insieme ad un uomo che mi ha accompagnata ad attraversare “le pene dell’inferno” e a incontrare i miei più grossi demoni interiori:
la mancanza d’amore per me stessa, l’incapacità d’amare e di lasciarmi amare, la dipendenza affettiva, la mancanza di rispetto, il tradimento, il rifiuto, il sentirmi nulla e niente e, dulcis in fundo, l’abbandono.

Come se non bastasse somatizzavo tutto nel corpoprocurandomi una duodenite, la gastrite e una postura disassata a causa della congestione energetica a livello del fegato.

Un bel pasticcio insomma. Davvero.
Ora lo racconto un po’ scherzosamente ma ti assicuro, ero uno straccio.


Oggi quando incontro una donna immersa in queste stesse vibrazioni posso ancora rievocarle e percepirne il dolore.

E’ una delle conseguenze meravigliose dei vissuti personali: ti segnano profondamente e impari a comprendere empaticamente gli altri.

Come ne sono uscita da quel periodo?

Non entrerò nei dettagli, ma quello che so è che aver incontrato le frequenze prima di quel capitombolo mi ha permesso di capire cosa stavo vivendo senza incolpare l’altra persona (non subito, sia chiaro! La fase dell’odio e vendetta l’ho vissuta tutta!), assumendomi la totale responsabilità di ciò che provavo, confrontandomi con le memorie vibrazionali che erano state risvegliate e ripulendo poco a poco i miei corpi sottili e le mie frequenze per potermi 
evolvere in qualcosa di nuovo.

Un cambio radicale per ritrovare me stessa

Ci misi due anni a risollevarmi da quella batosta.

Nel frattempo cambiai amicizie, abitudini e dopo poco lasciai anche il lavoro in ospedale.

Quello che per lungo tempo era stato per me un traguardo lavorativo non mi dava più quello di cui avevo bisogno.

Avevo bisogno di confrontarmi con le persone su altri piani, di utilizzare il corpo come un messaggero per la risoluzione di blocchi interiori e non come fine ultimo del mio lavoro.

Iniziarono a unirsi i puntini di alcune esperienze che avevo vissuto in passato.

Proprio come in quel famoso discorso di Steve Jobs, esperienze apparentemente fini a se stesse che avevo fatto nel corso degli anni trovarono uno senso.

Contribuirono alla mia crescita il percorso Reiki, la scuola del colore, i corsi e i master in riequilibrio quantico integrato, i seminari intensivi corporeil’osteopatia, gli studi di psicosomatica, di biologia karmica e sulle leggi biologiche che avevo fatto negli anni e di cui adesso comprendevo il nesso.

Come un filo invisibile la vita mi aveva condotto lungo la mia strada, senza che nemmeno me ne rendessi conto e ora sentivo che le vibrazioni dei colori e le loro relazioni con i chakra erano le risorse che avevo a disposizione per aiutarmi nella mia evoluzione personale e per aiutare le persone che si rivolgevano a me nella loro.

E così, guidata da questo filo invisibile, diedi vita a Fisiocolore, il luogo fisico e virtuale in cui dedicarsi alla crescita di sé stessi dal punto di vista fisico ed energetico.

Ed eccoci qua.
Ti è piaciuta la mia storia?

Se ti fa piacere raccontami la tua, scrivimi a info@fisiocolore.it. Sarà un piacere leggerti!

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