fisioterapia

Capire i sintomi: dolore cervicale e alle spalle, cali di voce, cos’hanno in comune?

Qualche giorno fa si è presentata nel mio studio una ragazza per un problema di tensione cervicale e dolori generalizzati, aspecifici, dovuti a tensione muscolare, alle spalle. Nessun segno di danno tendineo o vertebrale ai referti diagnostici e all’esame fisiatrico.

Apparentemente era un semplice caso di dolore cervicale da tensione muscolare.

La causa che questa ragazza, che chiamerò Anna, mi riferisce risiede negli sforzi a cui sottopone il suo corpo al lavoro. Fa la commessa e quotidianamente si trova a dover spostare scatoloni carichi di merce spesso anche piuttosto pesanti.

Lavora da qualche anno nello stesso negozio percependo da sempre la difficoltà fisica che le provoca tuttavia i dolori veri, quelli che non le permettono più di continuare come prima e che la portano a cercare cura e soluzione, sono comparsi solo circa 4 mesi fa.

La prima domanda da farsi in questi casi è che cosa sia successo in quel periodo, quando il dolore ha iniziato a manifestarsi. Dapprima mi risponde niente di particolare (la risposta che danno quasi tutti i pazienti, perché si tende a prendere in considerazione solamente gli eventi fisici). Ma abituata come sono a punzecchiare fino in fondo la interrogo anche sugli eventi di tipo emotivo, interiore e legati alla sfera personale.

A questa semplice domanda, che invito tutti voi a farvi ogni volta che insorge un disturbo fisico di origine poco chiara, si apre il vaso. Inizia a raccontarmi di essersi resa conto che quel lavoro non la soddisfa più come all’inizio, perché si sente di fare qualcosa in cui non ha la possibilità di esprimere pienamente sé stessa. Si sente bloccata all’interno di mansioni e compiti che non le danno la sensazione di portare il suo contributo autentico e personale. In pratica tutto ciò che proviene da dentro di lei non riesce ad uscire allo scoperto, finendo per bloccarsi all’interno.

Da sola collega il suo bisogno di esprimersi con il calo di voce che il medico ha ricondotto (individuando la direzione corretta) all’aumento dello stress percepito. Anna sente fisicamente una grandissima difficoltà a tirare fuori la propria voce. Nel luogo di lavoro, a quanto dice, esprime sempre  quello che pensa senza trattenersi più di tanto, ma in una dimensione di conflittualità, dove l’elemento voce perde la sua funzione di veicolo vibrazionale per l’espressione e la comunicazione libera di ciò che si ha dentro.

La rigidità al collo esprime un bisogno interiore di fermarsi e guardarsi dentro con serenità per identificare la direzione giusta per la sua vita e i dolori generici e aspecifici alle spalle mostrano quanto essa si senta bloccata nell’esprimersi. In questi casi utilizzo spesso la metafora dell’uccello con le ali legate che non riesce a librarsi e prendere il volo perché costretto da qualcosa che sta diventando una gabbia insopportabile.

Gli occhi di Anna di ventano lucidi quando mi riferisce che le è stata indagata anche la tiroide e che ci sono momenti in cui si sente così sopraffatta che le manca il fiato. Il suo diaframma e il torace sono tesi come corde e non c’è possibilità, per il suo corpo, di incamerare le giuste quantità di aria per espandersi e rilassarsi come un corpo e un’Anima armonici dovrebbero poter fare.

Quella di Anna è una evidentissima espressione di blocco energetico del quinto chakra blu, il quale si sta manifestando in tutta la sua forza inviandole segnali su più fronti: insoddisfazione interiore, difficoltà ad esprimersi, senso di oppressione e di sentirsi in gabbia, necessità di sentirsi libera e comunicare con autenticità sé stessa.

Il lavoro con Anna oltre alla riduzione delle tensioni muscolari e articolari sul piano fisico e al recupero della mobilità respiratoria dovrà necessariamente anche riguardare il suo approccio al lavoro attuale e il suo sguardo verso una strada nuova.

Spesso rimaniamo concentrati su ciò che in questo momento non ci piace e non vogliamo più nella nostra vita, evidenziando sempre i punti critici e dolorosi, amplificandone così l’energia e l’impatto nella nostra vita.

Ma l’energia segue sempre l’attenzione e più rimaniamo concentrati sul lamento e il conflitto per ciò che non funziona, meno energia dedichiamo a ciò che vogliamo realmente e a come possiamo ottenerlo. Ciò che rimarrà vivo e nutrito nella nostra vita è proprio tutto quello di cui ci stiamo lamentando, mentre il nostro piccolo desiderio rimarrà nel cassetto a prendere polvere.

Il blu ci aiuta innanzitutto a fare chiarezza su ciò che realmente vogliamo, portandoci a dare attenzione a questo anziché pensare continuamente a tutto ciò che non vogliamo più. Ci aiuta ad esprimere a voce alta e con l’autenticità del nostro cuore chi siamo, quali sono i nostri valori e ci dà il coraggio di realizzare pienamente noi stessi.

Anna è una ragazza bellissima, esile e con lo sguardo dolcissimo. In lei ho visto tantissima purezza, il bisogno di essere capita e vista per ciò che è. E ho visto la consapevolezza di chi sa che se non siamo noi a tirare fuori ciò che siamo nessuno potrà mai vederlo davvero.

Anna era già sulla buona strada e tutte le informazioni che le servivano sono arrivate chiare e forti dal suo corpo e grazie al suo esempio possiamo riflettere anche noi sulla salute del nostro blu chiedendoci:

So che cosa voglio?

Sono sintonizzata su ciò che voglio o su ciò che non voglio?

Quali sono i miei valori?

Li sto esprimendo con libertà e consapevolezza?

Fammi sapere cosa ne pensi!

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