“Fatti i fatti tuoi!”: la miglior tecnica di crescita personale mai inventata

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“Fatti i fatti tuoi!”: la miglior tecnica di crescita personale mai inventata

“Fatti i fatti tuoi” è una vera e propria tecnica terapeutica di guarigione e crescita personale

E’ forse la modalità di lavoro interiore più potente che sia mai stata inventata. In realtà non credo che sia stata inventata da qualcuno. Credo che come tutte le cose efficaci e semplici sia sempre esistita. 

Purtroppo spesso cadiamo nel tranello di credere che solo le cose complicate siano efficaci.

Invece spesso è nella semplicità e nell’immediatezza che troviamo le risorse migliori (come i colori ad esempio).

Ma in cosa consiste esattamente la tecnica del “fatti i fatti tuoi”?? Ecco le caratteristiche principali:

  1. La tecnica “fatti i fatti tuoi” richiede che durante la giornata tu offra le tue energie, la tua attenzione e le tue risorse a una cosa soltanto: i fatti tuoi. Chiaro no?

Sembra una banalità ma davvero pochi di noi sono abituati ad investire la maggior parte delle proprie energie ad occuparsi di ciò che riguarda loro stessi. Quando inizi davvero ad occuparti soltanto di te, del tuo benessere, della tua casa, del tuo corpo, dei tuoi problemi che solo tu stesso e nessun altro al posto tuo può risolvere, ti accorgi di quanto la tua vita possa cambiare.

Quando il focus è su di te, tutte quelle intuizioni geniali che hai per gli altri, le hai per te. Tutti i minuti che passi a pensare ad altro li dedichi a te e alle tue questioni. Potresti persino accorgerti di non avere più il tempo di lamentarti di te stesso con nessuno!! E di conseguenza migliori anche la vita di coloro che ti sono vicino costretti a stare a sentire i tuoi lamenti.

Vuoi fare un favore al prossimo? Occupati dei fatti tuoi!

Ma perché nessuno lo fa?

Come mai è più forte di noi parlare dei  problemi degli altri, disseminare favori e utilissimi consigli a destra e a sinistra come se nella nostra vita fosse tutto già a posto e sistemato? Ecco il secondo punto:

  1. Ogni scusa è buona per evitare di affrontare i propri problemi.

Abbiamo tutti qualcosa che non va nella nostra vita  e solitamente facciamo anche parecchia fatica a prenderci in mano le situazioni problematiche e a sistemarle. Le nostre questioni sono le più difficili in assoluto da affrontare. Perché sono le nostre!

Risolvere richiede un cambiamento e il cambiamento spesso, mentre avviene, duole.

E siamo così refrattari al dolore che pur di affrontare una sfida, metterci in gioco e rischiare un po’ di sofferenza stiamo fermi impalati dove siamo. Zeppi di problemi che non guardiamo, immersi nel lamento più pietoso ma pronti e scattanti come cavallette quando qualcuno intorno a noi dichiara di essere in difficoltà.

Siamo tutti bravi con i problemi degli altri…si dice dalle mie parti!

  1. Pensare di poter risolvere i problemi degli altri è da presuntuosi!pensiero

Pensaci bene. Tu i tuoi te li tieni piuttosto di affrontarli. Ti metti persino a farti gli affari degli altri per non occuparti dei tuoi. E pretendi che gli altri risolvano i propri solo perché glielo dici tu? E per giunta con la soluzione che gli proponi tu o attraverso i tuoi preziosissimi consigli?

Pensa a quanto sei complesso tu. Ascoltati un attimo e fatti un bell’esamino di consapevolezza! Pensa a quanto è complicato per te stesso sbrogliare la matassa dei tuoi ragionamenti ingarbugliati e confusi. Di tutta quella roba caotica che ti porti dentro la testa che neanche di notte a volte si calma. Di quanto sia difficile per te stesso rispondere alla domanda “come ti senti?” o peggio ancora “cosa vuoi veramente?”. Sono magari mesi o anni che cerchi e non trovi soluzioni per te stesso. E arriva un Pinco Pallo qualunque con la soluzione bella pronta confezionata! Pensi sia possibile? Ecco, smetti di fare il Pinco Pallo (che poi si trasforma in Rompi Pallo!) della vita degli altri e occupati della tua. Insomma… Fatti i fatti tuoi!

  1. Quando ti occupi soltanto dei fatti tuoi restituisci agli altri il diritto e la responsabilità di pensare ai propri.

zaini-da-viaggioOgnuno di noi ha il proprio zaino. Se tu porti quello di qualcun altro chi porterà il tuo? E se consegni il tuo a qualcun altro pensi davvero che sarà in grado di occuparsene avendo già il proprio?

Da terapeuta vedo persone ammalarsi perchè si caricano addosso gli zaini dei propri familiari. Soltanto che poi, ammalandosi, diventano loro stessi degli zaini (o zavorre) proprio per quei familiari che avrebbero voluto aiutare!!! Io capisco le buone intenzioni dell’animo umano! Però ci vuole chiarezza o facciamo come il cane che tenta di acchiapparsi la coda girando su se stesso come uno scemo!

Quando andavi a scuola l’insegnante dava alla classe dei compiti da eseguire a casa. Nonostante all’epoca ti sembrasse una tortura e una cattiveria inaudita, lo scopo non era altro che quello di portarti ad esercitarti su un argomento in modo da poterlo apprendere e imparare una lezione. Il tuo amico Giangiacomo, però, i compiti non li eseguiva mai, perché faceva sport o musica o semplicemente era sfaticato. Così lui implorante veniva da te a chiederti aiuto e tu, da buon amico, di certo non rifiutavi e gli passavi i compiti fatti. Solamente che poi al momento del superamento dell’esame il povero Giangiacomo non aveva capito nulla dell’argomento e la cosa andava a finire male.

Questa è una bellissima metafora della vita stessa. Chi non fa i propri compiti, non affronta i propri problemi e non cerca le proprie soluzioni, finisce per non imparare la lezione e non procede. Viene bocciato. Resta fermo. E la vita gli presenterà sempre gli stessi problemi. Fino a che non avrà imparato come affrontarli. Sempre lo stesso esame. Sempre la stessa classe.

Sei ancora convinto di aver fatto un favore a Giangiacomo? E che davvero ti ringrazierebbe?

  1. Aiutare qualcuno per gratificare te stesso non è la via giusta.

L’autogratificazione è un altro inganno della tua mente, un altro espediente ben congeniato per distrarti dal tuo vero compito: farti i fatti tuoi e affrontare le tue questioni. L’autogratificazione solletica il tuo Ego e ti fa sentire utile; tuttavia è un appagamento superficiale, legato alla tua personalità bisognosa di conferme e riconoscimenti. Nel profondo non hai combinato proprio niente, ti sei distratto, hai perso il contatto con te stesso, hai perso un’occasione per essere Presente e vigile in te. Hai perso tempo.

Quindi di nuovo, per favore, fatti i fatti tuoi!

Dopo tutto questo, però, ritengo sia doveroso specificare una cosa, perchè il fraintendimento è sempre dietro l’angolo:

Saper aiutare il prossimo è una grande virtù.

Sembra una contraddizione dopo tutto quanto detto. Ma la tecnica di farsi gli affari propri va intesa correttamente: non significa che dobbiamo ignorare tutto ciò che succede agli altri, che non dobbiamo aiutare più nessuno e che dobbiamo lasciare nel pantano (per non dire altro) le persone in difficoltà.

Aprire il cuore agli altri e offrire il nostro aiuto è quanto di più elevato possiamo compiere nella nostra vita. Ma facciamo attenzione che la motivazione e, di conseguenza, le modalità siano quelle giuste.

Se lo fai per distrarti dai tuoi problemi, se ti sostituisci agli altri con presunzione o se cerchi la gratificazione personale beh.. come si dice oggi: non lo stai facendo bene!

Il vero aiuto, talvolta, ha le apparenze malvagie del menefreghismo, del voltare le spalle e dell’egoismo. Perchè lasciare le persone a sguazzare nel proprio brodo, affinchè trovino loro stesse le risorse per salvarsi è un atteggiamento mal visto dalla società di oggi. Ma spesso  il vero aiuto è riporre silenziosa fiducia nelle capacità altrui, sostenere senza divenire stampella, indirizzare senza condizionare, offrire con disinteresse.

Ancora una volta il tuo compito è quello di sentire cosa c’è dentro il tuo cuore, per comprendere quanto è giusto intrometterti e quando è il momento di allontanarti. E fondamentale, per fare questo, è rimanere Presente a te stesso.

Facci un pensierino. Questi sono fatti tuoi!

 

 

 

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